Perché la conoscenza guasta?
L'uomo è in perenne sfasamento temporale sé stesso/mondo.
(Io, io sono in perenne sfasamento tempo-spazio.
Con il cuore frantumato per i miei inenarrabili casi, frastornata da un'esplosivo coktail di geni un po' autodistruttivi ed un po' uranici, mentre guardo la gente normalmente vivente e la sento dire le cose normali che s'ha da dire e di cui s'ha da discorrere, e leggo, pure, allo stesso modo, le congrue indignazioni per la politica e per l'economia e per il malcostume e per le ingiustizie e per ogni altra cosa intellettuale e materiale che stride offende infastidisce, o anche il pathos romantico di chi è solo e non vorrebbe più, o le arguzie filosofiche, i tuffi nei pozzi teologici, e tutto il resto, mi chiedo dove mai io sia, ché là non ci sono, neppure impegnandomi al massimo. E mi chiedo, dal basso della mia oziosa razionalità, "sarò mica un' Asperger tardiva?", ed idealmente m'involo, proiettandomi altrove ed in altro tempo. Che però non c'è. O non lo so. Bisogna 'farsi' qualcosa, qualcuno, di tanto in tanto, sennò s'implode.
Ora provo: sto guardando il dvd 'Live in New York City ", 2001, Bruce Sringsteen & The E Street Band. Funziona: divento creatura sognante ed onnipotente, potenzialmente gioiosa, posso essere qualsiasi cosa, e pienamente.
Mi scappa... la mossa del Boss e della Band: chi l'ha visto, capirà.
Yawp! Era facile.
Per un po' d'istanti. Poi passa. Non mi piace neppure più:
è andata,
ed io ritorno."
L'asincronia e l'asimmetria tra il suo pensiero, la sua attitudine al sogno, anzi al suo barbarico sognare, prima di toccare la realtà, e la supposta esatta interpretazione di quest'ultima -poniamo sia, ad esempio, la fisicità e la concretezza di una persona prima avvicinata soltanto idealmente e poi conosciuta di fatto- attraverso gli elementi empirici, è la reiterata, eterna, inesorabile sconfitta del vivere.
L'asincronia e l'asimmetria tra il suo pensiero, la sua attitudine al sogno, anzi al suo barbarico sognare, prima di toccare la realtà, e la supposta esatta interpretazione di quest'ultima -poniamo sia, ad esempio, la fisicità e la concretezza di una persona prima avvicinata soltanto idealmente e poi conosciuta di fatto- attraverso gli elementi empirici, è la reiterata, eterna, inesorabile sconfitta del vivere.
