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lunedì 18 novembre 2024

Diari -2-

Con la Destra al governo è ufficialmente emersa l'opposizione della corporazione giornalistica  "duri e puri nonché intellettualmente onesti", ospitata su la7.
 
Peccato che spesso qualche conduttrice in tacchi a spillo s'infervori asserendo, piccata, che le consulenze van legittimamente pagate, travolta da attacco di empatia (anche nei confronti di personaggi canaglieschi privi di scrupoli ed onore) che però non si manifesta mai  per i raccoglitori di pomodori con paghe da fame o manovali precari su impalcature fatiscenti.

Ora, non c'è nulla che mi orripili di più di questo nostro governo -sia ben chiaro- nei suoi contenuti, negli intenti, nella volgarità, nell'oggettiva miseria e pochezza dell'operato, nella disinvoltura a mentire, nella tragicomica nostalgia gestuale esercitata nei loro covi neri, ma è l'opposizione che mi dà il maggior sconforto, perché impossibilitata ad opporsi, limitata a battaglie su sfumature e pettegolezzi dei potenti.
 
"Cane non mangia cane", dicevano i nonni.
E del resto, sono o non sono, alla resa dei conti, tutti quanti liberisti?
 
 

sabato 13 aprile 2019

Pungoli pasoliniani

Dirigenti, ex ed attuali,  simpatizzanti, sostenitori e fideisti, leggete e poi rileggete gli scritti di Pasolini e poi straziatevi la coscienza, se ne avete una o qualche residuo sfilacciato dopo lo scempio che i tempi e la  mediocrità delle indoli ne hanno fatto, per esservi detti od ancora dirvi di sinistra, secondo l'originaria accezione del termine.
Il dolore della perdita e l'orrore per una fine tanto violenta non mi impediscono di chiedermi come avrebbe potuto vivere nell'odierna realtà nonostante l'avesse preconizzata con sorprendente esattezza.
Sarà che la Gnosienne n.1 di Satie mi sta tracimando nelle ossa, ma la morte qualche volta mi appare più gentile e pietosa di certa vita.

 «Sono “bloccato”, caro Don Giovanni, in modo che solo la Grazia potrebbe sciogliere. Forse perché io sono da sempre caduto da cavallo: non sono mai stato spavaldamente in sella (come molti potenti della vita, o molti miseri peccatori): sono caduto da sempre, e un mio piede è rimasto impigliato nella staffa, così che la mia corsa non è una cavalcata ma un essere trascinato via, con il capo che sbatte sulla polvere e sulle pietre. Non posso né risalire sul cavallo degli Ebrei e dei Gentili, né cascare per sempre sulla terra di Dio». (PP Pasolini)

Non si sceglie d'essere ciò che si è, ma questo non è solo ineluttabile: è necessario.
Dati esempi di uomo, di poeta, di intellettuale lo sono per tutti quelli caduti da cavallo da sempre.

mercoledì 4 aprile 2012

Sconclusioni e note a margine.

Il singolo intellettuale o pseudo-tale è inconcludente, così come l' indignato uomo della strada che tenta di rendersi partecipe al mondo.
Altro da aggiungere non c'è, alla fin fine: essi abbondano spesso in velleità sostenute da malafede più o meno occulta. Immagino che nessuno di loro prenda seriamente in considerazione l' ipotesi di cambiare le cose, anche perché, così facendo, dovrebbe tradurre le idee in azioni e sporcarsi le manine appena lavate con il sapone battericida.
Sostanzialmente l' intellettuale ed il semplice cittadino pensatore italiano, infatti, sono  opinionisti.
Ciarlano, scribacchiano, sentenziano, dibattono: il fine è in simbiosi con il mezzo. Spesso il mezzo è lautamente retribuito. Quelli che conoscono lo sbadiglio della fame, invece, non hanno fiato per parlare o non ne sono avvezzi o capaci.

*
Ed il sole dell' avvenire persevera nell' essere 'a venire'. Domani, o post domani, naturalmente: prima bisognerà che tutti gli abitanti della Terra superstiti nella lotta per la sopravvivenza, convengano sull' assoluta inderogabilità di un sistema sociale che includa la felicità tra i fondamentali diritti umani e, giacché non esiste felicità senza giustizia, dovrà probabilmente assomigliare moltissimo a quello spettro che si aggirava per l' Europa  descritto da Marx ed Engels  nella prima metà dell' ottocento.

*   

Quanto amiamo declamare principi e lanciare strali verso un Potere che vogliamo sempre al suo posto, a fungere da capro espiatorio per la nostra ignavia...
Perché le parole, tutto sommato, son fatte della sostanza dell'aria -ed ora ancor più lievi, nella Rete-, e le rivoluzioni, invece, reclamano viva carne.
Per un Principio il pigro e pasciuto occidentale non si muove più: troppo colesterolo nel sangue, l' Idea non scorre.
Non so che cosa penserebbe il compagno Gramsci a proposito di tutti questi non-indifferenti.
Ecco rovinato il suo aforisma, ché tra  gli "indifferenti" e i "non indifferenti vili e inconcludenti" non c' è proprio più alcuna pratica differenza.
 .






martedì 10 maggio 2011

Virus

Siamo nei guai, tutti quanti, noi zombi di sinistra. La Storia ci ha conciati male. Non sappiamo più chi siamo. Crisi identitaria profonda, autocritica feroce, odor di decadenza, memoria frantumata, nessun anticorpo in grado di combattere il letale virus revisionista.
Mi piace, perciò, leggere questo, "ero e resto di sinistra" di Valter, e questo, del romantico Disagiato.

Io non ho che dubbi, lo ammetto, in ogni campo del pensiero, ma ero, sono e sarò "di sinistra" perché da questa parte, e non da quella opposta - mai-, ci si è posti il problema della giustizia sociale, dell' estensione dei diritti, della dignità umana, e per quello s' è offerta anche la propria vita.
Ciò che ne han fatto i voraci apparati dei partiti e degli Stati, in passato ed ora, non intacca il principio originario, così come il vero cristiano non sbiadisce nell' ipocrisia della Chiesa.