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domenica 28 ottobre 2012

Tipi -10-


Sono commoventi e ti scaldano il cuore, mentre il loro s'inonda di qualcosa d'ineffabile tendente al sublime.
Hanno una dolce propensione ad azzerare le distanze materiali attraverso la ,loro indefessa fede nell'onnipotenza del sogno.
 
Sono più di quanti si possa pensare -e forse pure  siamo così un po' tutti, ma con diversi sviluppi-, se qualcosa di molto intimo e perciò ad altri imperscrutabile, fornisce loro il personale 'la'.
Da quello, poi, svetta una specie di armonica fuga di bachiana similitudine e suggestione, che li rende capaci di amarti a distanza per il tuo intelletto e sensibilità, o per quello che di te immaginano o preferiscono adeguare alla loro natura ed alle sfumature dei loro sogni.
 
Ti venerano per una certa porzione di tempo, sempre breve,  nella più completa assenza d'ipocrisia, ma reggere a lungo il sublime rimpallo di voci che si concatenano in un crescendo ambizioso verso abissi e vette dell'eterno, richiede un'abilità che non è loro connaturata.
 
Così, ben presto, si tacciono, e tu puoi da ciò dedurre la verità disvelata della loro essenza.
 
 

sabato 30 aprile 2011

Relazione di monadi

"Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli" : quale presunzione.

Non è vero, non basta. C' è l' altro, sì. Il bisogno dell' altro è il primo segno d' umanità.
L' altro cui tendi, ma che non afferri, che non ti può afferrare, se non nella carne.

I corpi costituiscono l' insormontabile barriera, oppure il valico, per mettere in relazione due monadi.
E' per questo, quindi, che non è possibile l' Amicizia, con te, uomo?
Il corpo è lo scoglio, perché noi siamo corpo perennemente consapevole del prossimo accadimento mortale e non c' è modo di dimenticarlo: è così che non sappiamo darci senza speranza di godimento di sensi.

Ma io sì, invece... io apprezzerei il più raffinato piacere dello scambio di intuizioni, l' empatia di qualche percorso mentale affine, il solidale riconoscimento dei dubbi e delle perplessità, lo specchiarsi di forza e debolezza, una trascendenza finalmente possibile, da umano a umano, un trascendersi reale, tra simili.
Perché è così difficile...

Ho perso tutti quei pseudo-amici contraddittori, li ho guardati allontanarsi piano piano, rimpicciolirsi all' orizzonte, nel loro pietoso imbarazzo, sempre più consapevoli della miseria dei loro stessi rapaci fini, dei loro fini un po' miserabili, così ... finiti.
Io non li rimpiango davvero: ero sola comunque; così sola, in loro compagnia...


domenica 27 febbraio 2011

Cosmogonie

Botero


Nulla a che vedere con la metamorfosi del povero Gregor Samsa, risvegliatosi insetto e precipitato in un baratro d' angoscia e solitudine: le metamorfosi carnevalesche hanno altra genesi, antichissima e mitologica, anche se strettamente connessa al rapporto che l' uomo, da sempre, ha con sé stesso e con il cosmo.

Dev' essere proprio a causa della sua funzione rituale, che cerca d' esorcizzare attraverso i lazzi e lo scherzo, il mascheramento ambiguo, il tergiversamento, l' assenza di luce imposta dal soltizio d' inverno, la quiescenza -pertanto- della vita (che ricorda troppo esplicitamente la morte), che io lo detesto oggi così come ho sempre fatto fin dall' infanzia.
Giacché non so concepire la doppiezza, non amo le maschere, né le ho mai amate. Eppure, so bene quanto simbolismo possano esprimere e quanta verità possa celarsi dietro a ciò che presenta sé stesso come visibilmente bugiardo o buffonesco.

Dietro la maschera è consentita la dissolutezza, il rovesciamento dell' ordine, l' immersione nel caos destrutturante, e festeggiare il disordine cosmico è strumentale al ripristino del nuovo ordine, più solido e restrittivo di prima. Più coercitivo.

Ogni festa serve a purgare l' amarezza della crisi, è la zolletta zuccherata che precede la somministrazione dell' amara pillola.
Ma ora a me pare che l' Umanità sia riuscita ad annullare totalmente i legami più occulti con il Cosmo e le sue leggi.
E' triste la possibilità che siano azzerate le speranze di  Rinascita, di ricongiungimento con l' eterno principio vitale che reggeva l' universo.

Come mi auguro di sbagliarmi...


Com' è più nobile e saggio lasciare che tutto accada, con un impercettibile sorriso sulle labbra...