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venerdì 21 ottobre 2011

Il silenzio delle sirene

"In tutta la mia vita non ho mai esercitato un atto di violenza nè fisica nè morale. Non perchè io sia fanaticamente per la non-violenza. La quale, se è una forma di auto-costrizione ideologica, è anch'essa violenza. Non ho mai esercitato nella mia vita alcuna violenza nè fisica nè morale semplicemente perchè mi sono affidato alla mia natura, cioè alla mia cultura."
(Pier Paolo Pasolini)

In realtà mi riesce difficile immaginare una dicotomia tra istintualità aggressiva ed auto-costrizione ideologica.
Ritengo che non sia possibile compiutamente, fino in fondo. L' aggressività scatenata, fomentata dal delirio di una massa che la alimenta e l' infiamma, in realtà non è completamente distaccata dalla ragione.
"Sotto i gelidi lumi della ragione, nasce la messe di una nuova barbarie", si legge nella Dialettica dell' Illuminismo di Adorno e Horkheimer.
E sappiamo, d' altronde, molto bene anche che "arma ancor più temibile del canto è il silenzio delle sirene".


Pasolini -che muore di morte violenta-, aborre la violenza perché essa non appartiene a quella  sua natura/cultura che egli non vuole scindere e che s' è adoprato, come intellettuale e come uomo, a mantenere simbiotiche.
Perché, forse, c' è del vero nel sospetto che la sola ragione sia malata e che la malattia sia originata dal suo sbagliato utilizzo.

"Dal momento in cui la ragione divenne lo strumento del dominio esercitato dall’uomo sulla natura umana ed extraumana - il che equivale a dire: nel momento in cui nacque -, essa fu frustrata nell’intenzione di scoprire la verità. Ciò è dovuto al fatto che essa ridusse la natura alla condizione di semplice oggetto e non seppe distinguere la traccia di se stessa in tale oggettivazione. […] Si potrebbe dire che la follia collettiva imperversante oggi, dai campi di concentramento alle manifestazioni apparentemente più innocue della cultura di massa, era già presente in germe nell’oggettivazione primitiva, nello sguardo con cui il primo uomo vide il mondo come una preda ".
(Horkheimer, Eclissi della ragione)

Dove si subodora una preda la violenza si fa inevitabile.
Ma il circolo rimane vizioso: ciascuno di noi, a sua volta, può ritrovarsi da carnefice a vittima.
Bisognerebbe operare uno spostamento temporale, cercare l' ancestrale contatto con la memoria dell' umanità, ricordare che la primordiale ragione ci è servita per auto-conservarci, non per distruggere.

***



Siamo diventati orribili.

giovedì 4 novembre 2010

Mio povero caro, com' è triste la tua inettitudine ad amare.
L' amore che desideri avere, che trasformi in freddi versi, che insegui senza correre, che senti legittimo diritto ...
Ma è un crudele rapace, in realtà, ciò che covi nel tuo cuore e con spietati artigli non puoi stringere un tenero e soave seno.
Ti compiango per il tuo letto di ghiaccio.