Ma come si permettono, questi pusillanimi, questi esseri atterriti, abbarbicati in modo spesso osceno ad un' idea di esistenza illusoria, o totalmente ipocrita, o, comunque, soltanto loro, a blaterare, disquisire, legiferare, pontificare, ipotizzare, sulla mia morte?
Silenzio: è soltanto mia.
S' interessassero, semmai, della mia vita, questi voyeur morbosi dal bieco moralismo... S' interessassero della mia malattia, della mia solitudine, della mia disperazione, dei miei pensieri, del mio dolore, mentre esisto...
No, vero? Chi se ne importa? Chi sei? Che vuoi?
Nessuno. Sono Nessuno, quindi,
silenzio: la mia morte è mia.
Ma essi non sopportano l' idea che io faccia ciò che non sanno fare: sottrarmi alla paura che comanda da sempre la loro esistenza.