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lunedì 2 aprile 2012

Tipi -6-

Per quanto io trovi talvolta  deprimenti le verità  e gli aforismi da osteria -e non certo per snobismo-, devo ammettere che alcune sono assolutamente inattaccabili: trattasi di estratti di umana saggezza allo stato puro, seppur grezzo.

"Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio" è la perla più lucente tra siffatte perle, perché, ove si sgombri il campo dal corollario di eventuali rare eccezioni, si tratta di una massima attinta direttamente dalle empiriche esperienze di tutti noi e puntualmente assoggettata a doloroso processo di decantazione.
Spesso l' amara consapevolezza, se reiterata oltre il limite di tolleranza, conduce al cinismo irreversibile.

Ne ho conosciuti molti e molti di individui inguaribilmente votati ormai alla chiusura cinica ritenendo violata la loro primigenia fiducia nei propri simili: sono... terrosi. secchi; quando ci accomiatiamo mi lasciano una sensazione di svuotamento, una sorta di assetamento spirituale, una desolata nostalgia di umori umani e liquida limpida stolta creduloneria estemporanea.
Costoro non sanno concedersi il ristoro del sogno, neppure nelle loro segrete stanze.
Com' è perfino comprensibile, hanno anche perduto capacità e voglia di impegnarsi nel tentativo di distinguere, di cercare verità, di empatizzare, e, soprattutto, offrirsi agli altri: sono autoreferenziali, conseguentemente, e terribilmente avari di parole e di slanci emotivi.

Talvolta  sono anche saggi, talaltra sapienti.

E forse ridono di me.
Che mi fido sempre, neanche fossi una fanciulla, ed ho attaccate alle pareti del cuore intere collezioni di cornici senza ritratti.

*

Stanotte  ho sognato uno di loro.
Mi posava baci delicati sul collo e sulle spalle, sorridendo. Mi procuravano una leggera divertita sensazione di piacevole pizzicore, tutta epidermica, come quando la mia terrierina mi fiuta con scrupolosa dovizia il volto.
Poi, quando mi ha baciato le labbra, la sua bocca era piena di sassi.

*