martedì 5 maggio 2020

Cicalare pallido e distratto

Mi chiedo continuamente -e senza sarcasmo o, peggio, sottile ipocrita autocompiacimento- se essere così decisamente precipitata nella mia attuale situazione in cui la quasi totalità delle esternazioni  verbali sulla quasi totalità degli argomenti, in particolar modo pubbliche, giornalistiche e social mi pare uno stupido cicalare, sia una malattia. In definitiva mi preoccupa un poco la mia conclamata idiosincrasia per qualsiasi liturgia della comunicazione la quale, puntualmente, mi suona prima fuorviante e poi mortalmente noiosa.

Sta di fatto che a me pare che il messaggio della Botteri in questi giorni in risposta all'idiozia dell'attacco ricevuto che mi sembra vertesse sulle sue personali scelte estetiche fosse ben preciso e mirato e non avesse davvero il minimo interesse a comunicare qualcosa che suonasse come giustificazione nel merito.
La giornalista ha approfittato dell'occasione per sussurrare alla maggioranza delle sue colleghe, alcune delle quali si ammantano di un'aura da paladine del riscatto femminista ad ogni occasione, che l'apparenza non inganna mai e che se non si ha il coraggio di apparire come si è allora esiste un problema con se stesse con conseguente, talvolta dolorosa, contraddizione.
Se la suddetta contraddizione non è dolorosa, allora ciò che si predica a proposito di dignità, pari opportunità, rifiuto del sessismo, ecc. ecc., è in malafede.


7 commenti:

  1. No, non credo che la tua sia una malattia, piuttosto stanchezza. Stanchezza dell'intelligenza (non solo astratta, come scrisse Pessoa) e dell'anima, tanto da non sopportare nemmeno l'aggiunta di un milligrammo al peso già (mal)sopportato.

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    1. Ma perché, dato che l'intuito è femmina, l'han nominato al maschile?
      :-)

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    2. Sto sorridendo.. bellissima domanda!

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  2. Ti leggo da molto e la sensazione che provo è che il tuo italiano sintatticamente e terminologicamente ricco non possa trovare sui blog nessuno spazio perchè le argomentazioni così estreme e di nicchia non offrono alcuno spazio a risposte o commenti. Il cicalare può essere anche di ottima qualità ma di fatto non comunicare nulla se non fastidio o nausea addirittura. Non è una critica e nemmeno il desiderio di leggerti diversa. Se sei veramente una creatura solitaria niente e nessuno potrà cambiare il tuo destino. Ma poi tu lo desideri veramente? L'esempio Botteri è illuminante, femminismo da media televisivi, raffazzonato e chiassoso, non serve a niente ma cerca di riempire mediocremente grandi spazi vuoti. Spesso passando di qua ho la netta percezione di un solitario che si vede riflesso in uno specchio che potrebbe aver costruito egli stesso; non è piacevole e solo il silenzio può evitare di appesantire il contesto.Io non sono riuscito a star zitto ma tu scrivi così poco. Peccato.

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    1. Ognuno è solo, ma i più fingono di non esserlo.
      La vera questione, pertanto, assume risvolti spinosi e crudeli: dato che l'alterità è quasi sempre deludente e noi siamo biologicamente esseri sociali, bisognosi di scambi neuronali intellettivi ed emotivi, dobbiamo rassegnarci a rimpiangere d'essere nati?
      Grazie comunque per la tua perseverante attenzione.

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  3. Anch'io ti leggo sempre. In ammirato silenzio.

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