mercoledì 1 ottobre 2014

Anticamera

Invecchiando si giunge a detestare ogni concetto vanaglorioso e supponente di Uomo provando repulsione per la sua ridicola bramosia di potere, di sapere, d'avere; a provare compassione per le ideologie ormai svuotate di senso e respiro; a patire un senso di vergogna  per le cadute di stile concesse a sé stessi od accordate agli altri con cui ci si è relazionati.
Passiamo direttamente dall'idiozia dell'infanzia e dell'adolescenza alla malinconia della senilità, quando tutto è perduto.
Non ho conosciuto mai un umano sano e adulto, con idee chiare e perfettamente aderenti alla verità della sua anima: ho sempre incontrato, ed incontro ancora, soltanto cloni di qualcun altro e qualcos'altro, che non hanno nulla di davvero interessante da dirmi, oppure creature tremolanti e piagnucolose, alla perenne ricerca di una madre o del piacere, che poi è lo stesso.

"Le conosco quelle piccole frasi che hanno l'aria da niente e che, una volta accolte, sono capaci di appestarvi tutta una lingua. Niente è più reale del niente." (Samuel Beckett)

Detesto essere diventata ciò che sono: la saggezza è l'anticamera della morte.

Posto un'entropia di pensieri solo per convincermi d'essere comunque viva.

2 commenti:

  1. Non dovresti avere bisogno di convicerti di essere viva. Cerdo che essere vivi sia arrivare a sentire quello che senti. Prima si è solo organismi.
    Ciao Morena

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    1. Adoro la tua logica.
      Un caro saluto, Massimo

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