martedì 6 maggio 2014

Attacco di panico -1-

Blaterare in un proprio blog è in sé e per sé deprimente; leggere quel che blaterano gli altri nei loro è deprimente; la politica in twitter è lassativa, deprime il colon: gli unici cinguettii che non mi disturbano sono quelli degli usignoli (non è sublime quello dell'usignolo di fiume?); le velleità impudiche di esercizio di sedicente intelligenza celata  nei social sono deprimenti, pietose, mortificanti, ma non tanto quanto la piaggeria di quei ruffiani che per non so quali misteriosi fini decidono di nutrire a dismisura la loro presunzione attraverso genuflessioni virtuali patetiche; l'incidentale visione estemporanea di qualsiasi talk.show televisivo mi causa attacchi di nausea violenta particolarmente se tenuti da donne di sinistra con tacchi a spillo, mise firmata  e volto surreale di plastica, incarnazioni dell'ossimoro di classe.
La virtualità è perfino più oscena della realtà.

13 commenti:

  1. Si può benissimo staccare la spina a molti degli spettacoli indecorosi che hai elencato. E teniamoci stretti gli usignoli, sperando non sia il loro un canto di alterigia.

    Stefano Cardarelli

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    1. Dici bene.
      Ed io sono certa che gli usignoli cantino la felicità.
      Grazie per la tua attenzione.

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  2. "Quest'uomo è riuscito a difendersi dalla vita sostituendola con una diserzione" Juan Carlos Onetti

    Stefano

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    1. ... pare che l'autoinganno sia anche più necessario del respiro.
      E' proprio vero che la questione filosofica principale -e l'unica sensata- alla fine sia quella del suicidio.

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  3. Peccato che sia una falsa via di fuga. Se uno si ammazza:
    1) si pregiudica il karma e dovrà affrontare una nuova vita ugualmente ostile
    2) l'orrore del mondo continuerà anche senza di lui
    3) provocherà un fortissimo dolore nelle persone care

    Tre ragioni, tre ragioni per non suicidarsi. Quelle per farlo naturalmente sono infinite!

    Stefano

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    1. Anche se ignoro che cosa esattamente sia, credo di avere un karma di tipo seriale: ostile comunque.
      Il dolore della perdita, nel tempo, diluisce in un languore di nostalgia che solo di tanto in tanto si acutizza in stilettate crudeli ma brevi. Si resta avvolti in un sudario di malinconia perenne, che diventa fedele compagna di vita ed affina lo sguardo compassionevole sul mondo, ma solo se possedevi in te il nocciolo della potenzialità d'amare.
      Non so davvero se qualcuno si dorrebbe per la mia morte, data la disinvoltura con cui mi dimenticano in vita.

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    2. Io mi dorrei!

      Stefano

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  4. Ciao Morena,

    non ci sono più tuoi post e io non riesco a collegarmi con il tuo indirizzo di email...

    Stefano

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    1. Ciao Stefano.
      Che strano: l'indirizzo di posta elettronica dovrebbe essere collegato al profilo.
      Comunque è questo: sirio59.mm@tiscali.it
      Buona giornata e a presto!
      Morena

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    2. Grazie! Ciao

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  5. Io non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma una volta sono rimasto bloccato su una barca con alcuni amici. Nonostante non ci fosse reale pericolo e il clima fosse un po' teso ma controllato, scoprii che una delle mie amiche soffriva di attacchi di panico. Non ce l'aveva mai detto prima, e rimanemmo un po' tutti scioccati dal vederla stare così male, colpita da una cosa così improvvisa e in grado allo stesso tempo sia di paralizzarla ma anche di farle perdere completamente il controllo.
    Ricordo che i giorni seguenti tutti noi che eravamo stati con lei su quella barca le chiedemmo come si sentisse, perché l'immagine di quanto era stata male era ancora ben presente nei nostri occhi. Nonostante lei tendesse a minimizzare, ci raccontò di tutte le altre volte che le era capitato. La spingemmo a vedere se in giro c'era qualcosa che poteva consultare o acquistare per tentare di conoscere meglio questo disturbo e, possibilmente, imparare a controllarlo.
    Non voleva partire con qualcosa di troppo forte tipo terapie, farmaci o quant'altro, così dopo diverse ricerche abbiamo conosciuto il Dr. Giacconi di aspeera.it che le ha dato alcuni consigli iniziali per acquisire informazioni sull'argomento (questi, per la cronaca).
    In realtà ci ha raccontato che dentro non si limitavano solo a discutere il problema, ma offrivano anche degli spunti per risolverlo che a lei sono stati molto utili per imparare a controllarsi prima e durante gli attacchi. Se può essere di aiuto a qualcuno come è stato per lei....io lo spero.

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  6. Per noi che soffriamo di attacchi di panico e ansia, io sono venuto a conoscenza di quest’evento gratuito, lo trovate su facebook qui.
    Dobbiamo cercare ovunque stimoli e consigli che ci aiutino a stare meglio e questa conferenza secondo me è una buona occasione. Almeno, io intendo sfruttarla e trarne il massimo!

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