giovedì 21 luglio 2011

Universale filantropia

Per catturare la sua preda, Peleo deve, innanzitutto, indovinarne i movimenti ed assecondarvi i propri, anche con immane sforzo ed indicibile sacrificio. Mentre Teti, infuriata dalla di lui imboscata, si trasforma in acqua, fuoco, leone e seppia, egli non demorde, fino a vincerla, attraverso l' ammirazione che in lei scaturisce alla constatazione di tanto coraggio e forza.

La nostra anima -pur forse eterna-  è dunque coinvolta strettamente con le trasformazioni dei corpi nel tempo in un ciclo incessante e sempre variabile.

Per raggiungere uno scopo, di conseguenza, è necessaria una grande saggezza che presupponga la capacità di confrontarsi con le infinite variabili della realtà.
Comprendere il rapporto tra tempo e vita significa capire anche che sia l' uomo sia la natura soggiacciono allo stesso principio universale delle vicissitudini.
Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume.

Comprendere questo consente anche di assaporare la molteplicità della bellezza del mondo, dell' esistenza.
Eppure, ciò è anche quanto di più difficile noi umani si possa riuscire a fare. Di certo, lo è per me, anche se so che è il solo modo di vivere davvero, senza colpevoli omissioni ma anche senza subire irreparabili perdite.
Riallacciare il rapporto con la Natura facendo sì che le condizioni oggettive di esistenza che i tempi moderni ci impongono non ce ne stacchino totalmente, riuscire ad armonizzare nel contempo uno sguardo microscopico ed una vista ampia e generale, e sapere che anche gli individui funzionano, in sostanza, secondo le stesse regole di molteplicità e variabilità di qualsiasi altra forma universale, capire che nessun aspetto dell' esperienza terrena può fagocitarne un altro: ciò può permettere di conquistare serenità, dopo lungo, lungo esercizio.

"Il vincolo per Platone è bellezza o armonia in ciascun genere, per Socrate virtù e grazia d' animo, per Timeo dominio sull' anima, [...] per me tristezza ilare, ilarità triste".  (G.Bruno, De Vinculis)

Universale filantropia: ecco ciò di cui abbisogna il mondo, in generale, e chiunque di noi provi il disagio del vivere, in particolare.
Un solo vincolo ci conduce inesorabilmente verso il fanatismo e condanna alla pochezza morale ed intellettuale.
Non sono stata capace di amare una sola volta e per sempre, di fare una cosa esclusiva e determinata-seppur fosse eccellentemente-, di percorrere un' unica strada maestra, di preferire uno stile di vita all' altro: ciononostante le forme possibili restano infinite ed io non ho ancora fatto nulla.
E me ne compiaccio, in fondo, pur se così affaticata. Amo la vita d' amore non morboso, molteplice e reiterato.

***

La natura asinina dei nostri politici è disarmante, la loro vergognosa incapacità tattica e logica, nonché passionale, ha qualcosa di oramai spiazzante, e l' intero sistema di potere mondiale prescinde completamente da qualsiasi considerazione umanistica.
Per questo, stiamo vivendo (ma ne morremo?) la peggiore crisi di civiltà della Storia.

Alla luce del grave -forse irreparabile- distacco che ormai è evidente tra la casta politica italiana ed i cittadini -ivi compresi coloro che la sostenevano-, appare chiaro che tra i suoi esponenti non solo nessuno sappia esercitare la filantropia ed amare il proprio Paese, ma difetti anche dell' intelligenza e della prudenza per comprendere che la misura, ormai, è davvero colma, tanto da proiettare lo spettro della rivolta civile.
"Non importa [...] chi un tempo mi avvinceva a sé con la stima del suo sapere; poi, cancellata la stima da una maggior consapevolezza, sono subentrati vincoli di disprezzo e di sdegno". (ibidem)
E allora, asini, sono guai...

3 commenti:

  1. chapucer.splinder.com21 luglio 2011 21:25

    il vincolo è una tristezza solo quando ti tarpa leali, altrimenti è una nenia dolce che ti culla, come la mia buona notte ora :-)

    l'importante è conoscere il sentimento dell'amore, che poi si abbiamo tanto o poco o solo una volta, cosa importa.
    l'amore è come la bellezza, spinge il mondo nel suo "infinito" frastuono....

    notte!
    C.

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  2. p.s, scusami gli errori!

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  3. A proposito di notte: non so forse renderne bene il senso e ben descriverlo, ma sta di fatto che la mia attività onirica è intensissima e dirompente. I sogni, nel mio sonno, sembrano voler riempire i vuoti di immagini, parole e bisogni sentimentali che nella mia veglia lascio o subisco.
    C' è proprio tutto, in noi, allo stato potenziale, per afferrare il senso del vivere.
    Ed io, cara Carla, comunque, amo dolcemente la malinconia.
    Abbraccio.

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